LA PSORIASI

La psoriasi è una malattia cutanea infiammatoria cronica che ha conseguenze importanti sulla percezione dell’immagine corporea, sulle relazioni sociali e sulla qualità di vita del soggetto affetto.
La prevalenza della psoriasi nella popolazione generale italiana è stimata pari al 2,8% con un eccesso di casi nel sesso maschile rispetto a quello femminile. Si può dunque stimare che esistano circa 1.500.000italiani (10-15.000 in Trentino)sofferenti della malattia.
Di questi, una popolazione stimabile nell’ordine del 10% soffre di forme estese di psoriasi e tra questi una minoranza di forme gravi (psoriasi artropatica, psoriasi eritrodermica, psoriasi pustolosa generalizzata)
Alla comparsa della psoriasi concorrono una predisposizione genetica e l’influenza di svariati fattori ambientali (eredità multifattoriale).Tra i principali fattori di rischio non genetici (potenzialmente modificabili) che possono favorire la comparsa ed influenzare l’espressività clinica della malattia, sono stati identificati, in particolare, gli eventi stressanti, le infezioni, il fumo di sigaretta, la dieta con incremento dell’ indice di massa corporea. Da un punto di vista patogenetico, la psoriasi viene oggi considerata una malattia immuno-mediata in cui, l’attivazione di specifiche linee di linfociti T- (cellule della memoria) e la secrezione di citochine di tipo Th1 (mediatori con azione infiammatoria) rappresentano eventi critici, condizionando la iperproliferazione delle cellule epiteliali cutanee (cheratinociti). La predisposizione alla psoriasi è un difetto genetico che si eredita, ma la malattia può rimanere latente fintanto che non viene evidenziata dai fattori scatenanti. I fattori scatenanti sono le infezioni batteriche, soprattutto nei bambini, alcuni farmaci come i FANS, i betabloccanti, gli antimalarici, i cortisonici, il litio; fattori psicologici come traumi emotivi, il fumo e l’etilismo, l’alimentazione scorretta, l’obesità e il soprappeso. Altre cause di insorgenza di psoriasi sono i traumatismi: si chiama sintoma di Koebner la presenza di psoriasi nelle zone sottoposte a traumatismi o ferite (ad es. i gomiti).
I fattori scatenanti attivano i linfociti (le cellule di difesa presenti nel sangue) che producono sostanze pro-infiammatorie, le citochine che inducono i cheratinociti (le cellule che costituiscono la pelle) a moltiplicarsi più celermente. Ciò giustifica sia l’aumento dello spessore della pelle con squame, sia l’infiammazione. Le sedi più frequenti sono i gomiti, le ginocchia, il cuoio capelluto. Tra le varie forme di psoriasi si distingue la forma guttata a piccoli elementi, che spesso guarisce completamente ed insorge dopo un’infiammazione batterica (faringiti, ecc.). Quindi la psoriasi in placche con chiazze di varia grandezza che possono confluire e prendere tutto il corpo: in questo caso si parla di psoriasi universale e/o eritodermica. La forte attività infiammatoria produce nella pelle psoriasica, pustole prive di microbi, spesso localizzate solo in sede palmo-plantare, raramente diffusa. Infine la psoriasi invertita, che predilige le sedi come le pieghe che di solito non vengono interessate dalla psoriasi e la psoriasi artropatica, che interessa le piccole articolazioni. Anche le unghie possono essere frequentemente interessate dalla psoriasi.
La malattia esordisce più frequentemente in soggetti adulti (30/40 anni) ma nessuna età è esclusa, dal momento della comparsa tendenzialmente la malattia alterna recidive a remissioni che accompagnano la vita del paziente.
Questo andamento cronico-recidivante obbligato, dato il presupposto genetico, oltre al grave impatto psicologico-relazionale che condiziona la vita del paziente psoriasico è anche motivo di cure continuative e frequenti controlli ambulatoriali.
Nella grande maggioranza dei casi la gestione clinica avviene in regime ambulatoriale.
   
 
 

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